Tabaccheria Balacchi Luca

Tabaccheria Balacchi

Tabaccheria Balacchi Luca

La tabaccheria Balacchi di via Toscana 36 ha aperto le sue porte nel 1967 proprio dove si trova oggi grazie all’intuizione di Gianfranco Balacchi che ha visto in quella zona non proprio turistica, ma molto frequentata da lavoratori e studenti, il luogo ideale per far nascere la sua attività. Intuizione esatta, perché già due anni dopo ad aiutarlo come coadiutrice è entrata nella tabaccheria N.20 di Riccione anche la moglie Franca Di Nocco.

Franco e Franca iniziano con il commercio di sigarette sfuse e di sale, allora venduto a peso sulla bilancia: lo fanno in un’attività che è veramente “casa e bottega”: davanti la rivendita, dietro il tavolo per pranzare, al piano di sopra le camere da letto dove andarsi a riposare la notte dopo aver servito clienti ad orario continuato dalle 6,30 del mattino fino a tarda sera. La grande disponibilità dei coniugi Balacchi era nota, tanto che in molti in caso di necessità provavano a suonare il campanello anche la domenica, sicuri che le porte della tabaccheria sarebbero state aperte.

Per la sua posizione, da subito la tabaccheria diventa punto di riferimento per tutti coloro che operavano nella zona industriale e artigianale della Perla Verde. Nel 1974 il signor Gianfranco diventa anche fiduciario comunale per la Federazione Italiana Tabaccai (FIT): era delegato per il Comune di Riccione a verificare che le tabaccherie potenzialmente nascenti avessero tutti i requisiti necessari allapertura, fino ad arrivare a fornire il suo personale consenso alle nuove aperture, con un ruolo di grande responsabilità. La tabaccheria Balacchi inoltre fin dagli Anni 80 fornisce le sigarette a quelle attività munite di licenza di patentino per la vendita di generi sottostanti al Monopolio di Stato.

Sono gli anni in cui la tabaccheria Balacchi si caratterizza per la vendita delle caramelle sfuse: memorabili sono le vendite della signora Franca agli alunni delle scuole di Morciano che, al mattino, si ritrovavano alla fermata del tram davanti allattività per raggiungere la scuola, acquistando lì le leccornie per la giornata.

Gli Anni 90 sanciscono il passaggio dalla semplice rivendita di tabacchi, Sali e dolciumi ad esercizi polifunzionali e alla Tabaccheria Balacchi si registra un vero e proprio boom, rappresentato dallintroduzione del gioco del Lotto, poi negli anni 2000 affiancato dagli altri giochi di Stato come i Gratta e vinci e il Superenalotto.

Nel 2002 il figlio Luca, che già da bambino aiutava saltuariamente i genitori insieme al fratello maggiore Massimo, decide di non continuare la professione di cuoco che aveva intrapreso dopo le scuole e di entrare in pianta stabile nell’attività di famiglia: sono questi gli anni in cui l’attività si specializza in ricevitoria, al motto di “Se la fortuna vuoi trovare, in via Toscana devi arrivare”. Il 2012 sancisce l’anno di scadenza della licenza novennale della tabaccheria e così Franco pensa che sia arrivato il momento di lasciare il testimone al figlio Luca, che subentra al padre come titolare della tabaccheria, ma il signor Franco rimarrà a dare una mano fino al 2018 per poi decidere di godersi appieno la meritata pensione. E di godersi anche i nipoti Marco ed Alice, figli di Luca, che qualche volta cominciano a farsi vedere in tabaccheria portando fortuna ai clienti con i loro sorrisi. Ora accanto ai prodotti di Monopolio, alla ricevitoria per i giochi, agli oggetti di cartoleria e ai dolciumi, spicca l’attività di e-commerce, ritratto di una attività che non si è mai fermata e, pur conservando i tratti della tradizione familiare, è sempre rimasta al passo con i tempi anche grazie al ricambio generazionale. La struttura esterna dell’edificio, invece, è rimasta sempre la stessa di quel 1967: è nata misurando circa 30 metri quadrati e tuttora ne misura così, con il lungo bancone tornato a fare bella mostra di sé dopo che negli anni Ottanta era stato deciso di ridurne le dimensioni.

Telefono: +39 0541 600164

Fotolab Moderna

Fotolab Moderna Riccione

Fotolab Moderna

L’attività di Fotolab Moderna a Riccione ha una lunga storia, iniziata nel 1961 grazie a Marcello Berardi, che apre lo studio di fotografia in viale Dante 171 a Riccione chiamandolo Fotocolor. Successivamente, tre anni dopo, l’attività si sposta in viale Dante 256/C, dove ancora attualmente si trova.

Nel 1985 la ditta individuale muta in società, in quanto insieme a Marcello entra a collaborare il figlio Saulo. Il laboratorio, a cui nel frattempo si era aggiunto il negozio di rivendita di materiale fotografico, si è sempre distinto nel panorama del territorio per i servizi di qualità, come ad esempio le sale di posa esterne con utilizzo di attrezzature professionali (su tutte, le luci Bowens). Un’attività che si svolgeva prettamente nella stagione estiva e che richiamava numerosi turisti pronti a farsi immortalare durante la loro vacanza al mare per renderla ancor più indimenticabile. Negli anni Novanta, sempre all’interno di queste sale di posa, partì la tendenza degli scatti color seppia e in bianco e nero: fu un vero e proprio boom per residenti e turisti, i quali, ancora oggi, tornando in negozio, ricordano con simpatia questo servizio e conservano come cari ricordi le foto originali dell’epoca.

Nel 1995 viene a mancare Marcello e nella gestione del laboratorio fotografico subentrano sia la moglie Maria Migani che la figlia Sefora Berardi. Fotolab Moderna è ancora un piccolo laboratorio con negozio di 50 metri, ma proprio in questo anno vengono aggiunti altri due locali con un ampliamento dell’attività che lo ha reso come lo si può trovare attualmente.

Una nuova svolta nella gestione del laboratorio arriva nell’ottobre del 2020, quando dalla società escono Maria e Saulo e ed entra il nuovo socio Daniele Casalboni. Un socio, ma non solo. Perché Casalboni, figlio di un’altra nota famiglia di fotografi riccionesi, da Fotolab di viale Dante ha trovato anche l’amore: dopo anni di fidanzamento, Sefora e Daniele si sono sposati a novembre 2022 e quel “Noi” sulle nuove insegne di Fotolab Moderna, stanno proprio ad indicare questa nuova unione, professionale e di vita, che Marcello Berardi già decenni fa aveva già clamorosamente predetto alla figlia Sefora.

Storie di famiglie riccionesi che si intrecciano e che hanno contribuito al successo di Fotolab Moderna. Il laboratorio è stato ed è ancora adesso punto di riferimento per i matrimoni: si ricorda in particolar modo, a fine anni Ottanta, l’incarico che venne dato a Fotolab per immortalare numerose coppie sposatesi lo stesso giorno con festa finale a San Patrignano. Ad oggi il laboratorio collabora anche col Comune di Riccione.

Ancora oggi Fotolab mantiene alcuni elementi di grande valenza storica: all’interno del negozio ci sono ancora macchine fotografiche d’epoca, quali Hasselblad, Rolleiflex e Mamya. Non solo: nell’attività esiste e funziona ancora anche il banco ottico. L’insegna Kodak è ancora la stessa dall’inizio degli anni ‘80. Da segnalare come Fotolab sia rimasto l’unico laboratorio che stampa pellicole APS per clienti italiani e stranieri (svizzeri soprattutto). Inoltre Fotolab sviluppa tutti i giorni pellicole a colori e in bianco e nero con grande successo, dimostrando una volta di più quanto la fotografia sia un’arte viva.

Negli ultimi anni Fotolab è stato scelto per realizzare numerose mostre fotografiche: “Il bacio di Rodin” a Gradara nel 2021; “L’obiettivo di Pico” a Riccione nel 2022; “Care Giver Day” a Riccione nel 2022; mostre fotografiche presso la Cineteca di Cesena nel 2021 e nel 2022; “tuttociòchelalucesalohaimparatonelbuio” a Cattolica, allestita da fine aprile 2023.

Telefono: +39 0541 643154

Pescheria Scacin

Pescheria Scacin, bottega storice della Romagna

Pescheria Scacin

La pescheria Scacin nasce in corso Fratelli Cervi 199 nel 1971 grazie ad Esterina Pesaresi e da allora continua la sua attività nella stessa sede. Esterina in realtà ha iniziato prima di quella data a commerciare il pesce fresco a Riccione con un carretto che posizionava lungo le vie con più afflusso di persone. Poi l’idea di aprire un vero e proprio negozio e già dal giorno dell’apertura, è stata affiancata al lavoro dai figli Oreste e Giuseppe Bartolini. La bottega si è subito distinta per la vendita al dettaglio di pesce fresco di qualità a riccionesi e turisti.

Anche il nome Scacin, che potrebbe sembrare strano, arriva direttamente dalla storia: Scacin infatti era il soprannome che si dava alla famiglia Bartolini. Un’usanza molto forte in Romagna, terra in cui ogni nucleo famigliare era conosciuto con un soprannome che spesso non aveva assonanza diretta con il cognome originale.

La pescheria Scacin è sempre stata un’attività di famiglia: agli inizi degli Anni Novanta la ditta individuale di Esterina è mutata in società con l’entrata nell’attività della moglie di Oreste, Mirella De Luca e della figlia Claudia che oggi gestiscono la pescheria insieme al figlio Matteo, che a 23 anni affianca il nonno già dalle 4 del mattino andando con lui ad acquistare il pesce fresco al mercato ittico.

Ciò che contraddistingue da sempre la gestione familiare della pescheria di via Fratelli Cervi a Riccione sono competenza e qualità nel servizio offerto: questo ha permesso ai titolari, negli anni, di mantenere e di accrescere la propria clientela, fungendo da vero e proprio punto di riferimento nel settore ittico per la città di Riccione. Vi sono clienti storici, che hanno conosciuto Esterina e che oggi continuano a passare in pescheria per un consiglio o anche solo per un saluto; clienti che si tramandano di generazione in generazione la certezza della qualità del prodotto e del servizio fornito da Scacin.

All’interno della pescheria si trova ancora una bilancia storica a sfera, che viene ancora utilizzata per uso interno; inoltre sia i muri piastrellati di azzurro, sia il bancone sono i medesimi dal 1971.

Tradizione, qualità e professionalità sono di casa da Scacin. E per sintetizzare tutto in una frase: “E’ pès a Arzòn us tò da Scacin!”. (Il pesce, a Riccione, si compra da Scacin!)

Telefono: +39 0541 604742

Ristorante Canasta

Ristorante Canasta bottega storica nel cuore di Riccione

Canasta

Il ristorante situato nel centralissimo viale Ceccarini, gestito sempre da famiglie riccionesi, ha aperto negli anni Sessanta e rappresenta una location d’eccellenza per gli amanti del gusto e dei sapori della tradizione. La prima gestione risale a Franco e Nino Lambertini, figli del noto imprenditore bolognese Umberto, che aprirono due ristoranti nel capoluogo emiliano e poi scelsero la Riviera per il Canasta di Riccione.

Il locale, che fa angolo con viale Dante, nasce nel crocevia che fu capolinea della prima linea tranviaria Rimini-Riccione datata 1927. Il Canasta occupa quella centralissima posizione che vide nascere la pensione ristorante Vannucci (1902) tra le prime attività a fornire alloggio e pasti ai turisti della futura Perla verde, pensione poi abbattuta per far posto al Teatro Schedoni (1910), al Teatro Dante (dopo la Grande Guerra) e infine all’attuale costruzione, il condominio Cambri, nata dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Fin dagli anni Sessanta, è sempre stato un luogo di ritrovo per i vip, che all’epoca lo frequentavano fino a tarda ora per i cocktail e gli sfiziosi stuzzichini notturni. Nelle foto storiche si possono vedere le fuoriserie di lusso parcheggiate di fronte al ristorante: i clienti facevano letteralmente a gara per parcheggiare di fronte al locale. Il Canasta si è poi affermato come punto di ritrovo per i riccionesi e i turisti, sia per l’accoglienza da parte dei titolari e dello staff, sia per la qualità del servizio e dei prodotti preparati, sempre all’avanguardia.

Negli anni Novanta è stato Geo Ottaviani a rilevare il ristorante dalla famiglia Braceschi e tra il 2021 e 2022 la struttura è stata completamente ristrutturata insieme ai figli Vanessa e Alessandro, che hanno provveduto a dargli una chiave più moderna, ma sempre in linea con le sue prerogative e con il rispetto dei sapori, passando dal suo originario stile anni Sessanta a uno più elegante e ricercato. Il menu rimane comunque legato strettamente alla tradizione romagnola, ma con una continua ricerca sugli ingredienti. Pochi primi, ma fatti come una volta, con pasta fatta in casa e inoltre pizze gourmet senza lievito aggiunto, con farina biologica macinata a pietra.

All’interno del Canasta, ancora oggi, si possono ancora trovare immagini fotografiche e articoli di giornale in bianco e nero che ritraggono il locale e i suoi ospiti e parlano delle tante storie di chi ha scelto e continua a scegliere questa eccellenza nel cuore di Riccione.

Telefono: +39 0541 692306

Sabbiarosa

Sabbiarosa botteghe storiche romagna

Sabbiarosa

La storia della bigiotteria Sabbiarosa inizia nell’estate del 1958 in viale Dante 33. Riccione viveva gli albori della “dolcevita” e il turismo si stava sviluppando velocemente. In quell’estate la signora Rosalba Capaccioli insieme al marito Corrado Maltagliati decise di avviare la sua attività al mare. Un’attività estiva, in cui Rosalba vendeva bijoux accanto ai prodotti dell’azienda di famiglia, che costruiva sculture e accessori in onice e alabastro, materiali molto in voga in quel periodo.

Sabbiarosa ha continuato la sua attività anche dopo l’addio a Corrado e la prematura scomparsa di Rosalba, continuando nel solco della tradizione della bigiotteria di qualità nel cuore di Riccione, spostandosi solamente di qualche metro fino al civico 76. A guidarla da allora la figlia Viola insieme al marito Roberto Pietro Coppola che hanno rilevato l’attività di famiglia nel 1994 valorizzando il lavoro del passato e proiettandolo nella Riccione più alla moda. A ricordare i primi decenni del Sabbiarosa rimane il bellissimo bancone di lavoro divenuto un contenitore colmo di oggetti e bijoux, pezzi unici e antichi, che hanno fatto la storia dell’attività. Ora insieme a Viola, a scegliere gli oggetti c’è anche la figlia Irene che è entrata nell’attività e come fanno i giovani ha dato una svolta, portando Sabbiarosa fuori da Riccione grazie all’ampliamento delle vendite tramite e-commerce. Un mondo nuovo che sta dando soddisfazioni e grande seguito anche sui social network, ma che proprio dalle vetrine di viale Dante a Riccione continua a prendere la sua forma, il fascino e il desiderio d’acquisto.

Telefono: +39 0541 603116

Farmacia dell’Amarissimo

Bottega storica Romagna farmacia dell'Amarissimo

Farmacia dell’Amarissimo

La Farmacia dell’Amarissimo, fondata nel 1912, è stata tramandata per generazioni. Adattandosi, modernizzandosi e intrecciandosi indissolubilmente allo sviluppo della Città, è rimasta sempre un punto di riferimento per Riccione ed i suoi ospiti.

All’inizio del secolo scorso Riccione era una piccola frazione del Comune di Rimini e Riccione Marina, a differenza del paese, era priva di una farmacia. Il dottor Giuseppe Cruari decise di aprirne una su viale Viola, l’asse che portava alla spiaggia. Il 17 luglio 1912 il Prefetto di Forlì autorizzava l’apertura della “Farmacia Cruari alla Marina di Riccione”. All’epoca era situata sul lato opposto del viale rispetto ad ora, lievemente più verso mare. Ad ottobre del 1912 il Comune di Rimini decise di intitolare viale Viola a Maria Boorman Wheeler Ceccarini, moglie del dottor Giovanni Ceccarini insieme a lei grande benefattore della città. Nasceva così viale Ceccarini.

La Farmacia Cruari, da poco aperta, rispettava le norme dettate dalla nuova Legge firmata da Giolitti, che introduceva la pianificazione territoriale delle farmacie: venne pertanto dichiarata “legittima” e poté continuare ad operare. Il dottor Arnaldo Passerini anche lui figlio di Farmacisti, che si era trasferito da Finale Emilia, passando per Mercato Saraceno, nel 1922 rilevò l’attività dal dottor Cruari per 69.000 Lire e cambiò il nome in “Farmacia dell’Amarissimo”. Nel 1927 Arnaldo e Corinna Passerini, già genitori di Vittorina, ebbero la seconda figlia: Arnalda. La farmacia continuò la sua attività e il dottor Passerini divenne vice podestà del neonato Comune di Riccione, alle dipendenze del podestà Conte Pullè e venne incaricato di dirigere le Fonti Termali del Beato Alessio, antenate dell’attuale Riccione Terme.

Nel frattempo a Mondaino, piccolo paese dell’entroterra riminese, il 20 luglio 1913 nacque Enzo Innocenti che nel 1936 si laureò in Farmacia all’Università di Urbino. Nel 1942 a seguito della Seconda Guerra Mondiale, fu assegnato alla campagna di Russia dove trascorse 18 lunghissimi mesi nella zona di Kiev come Ufficiale Farmacista. Pochi giorni prima dell’avanzata dell’Armata Rossa, gli fu autorizzato il rientro in patria per il congedo. La Seconda Guerra Mondiale però si combatteva anche Riccione e il dottor Passerini con la famiglia aveva trovato alloggio temporaneo a Santa Maria del Piano, vicino a Morciano, dove abitava Tullo Innocenti, fratello maggiore di Enzo. Il caso volle che il dottor Passerini, scappando dalla guerra, trovasse come vicino di casa un giovane farmacista. Fu così che Enzo e Arnalda si conobbero e si sposarono il 18 febbraio 1945; dal loro matrimonio nacquero tre figli: Paolo, nel 1945, Fabio nel 1948 e Anna nel 1955.

Alla fine della guerra, Enzo iniziò la sua lunga carriera all’Amarissimo, come farmacista e direttore della succursale di viale Dante, che fu poi chiusa negli anni a venire. Nel 1950, a soli 60 anni, il dottor Passerini morì e la farmacia passò ad Enzo, non potendo la moglie Arnalda, non farmacista, esserne titolare.

Uno dei primi provvedimenti fu il trasferimento nel nuovo stabile, costruito ad hoc, dove la farmacia si trova tutt’ora. Dal 1980 Enzo poté contare sulla collaborazione della figlia Anna, laureatasi in farmacia in quell’anno. Nel 1987 la farmacia venne ristrutturata e nel 1989 venne riqualificato anche viale Ceccarini che diventò il salotto pedonale di Riccione. Il 1989 è anche l’anno dell’arrivo in farmacia dell’informatica: L’Amarissimo fu tra le prime a dotarsi di computer per la gestione.

Il dottor Innocenti se ne andò il 6 luglio 1997, dopo 60 anni di professione, dei quali ben 52 come titolare della farmacia dell’Amarissimo. Da quel momento la farmacia passò alla figlia Anna, che oggi la gestisce insieme ai figli Giulio e Federico Mignani, che rappresentano la quinta generazione di farmacisti. Nel 2017 la farmacia è andata incontro ad una profonda ristrutturazione: gli spazi al pubblico sono stati raddoppiati con l’aggiunta del piano superiore, è stato installato un magazzino automatico Evotec Swisslog, ingrandito il laboratorio galenico e attivata una serie di servizi professionali che rendono questa farmacia antica e contemporanea allo stesso tempo.

Telefono: +39 0541 692912

Da Tony

Da Tony calzature bottega storica Riccione

Da Tony

Il legame creato da Tony e Iride con la città di Riccione è fortissimo. Tony Calzature, il negozio di viale Diaz, è una vera e propria istituzione per i riccionesi e i turisti, un negozio dove acquistare scarpe, ascoltare utili consigli e soprattutto trovare un servizio diventato inusuale nell’era dell’usa e getta: la riparazione di calzature e accessori. Semplici cittadini, uomini e donne delle istituzioni locali, turisti stagionali e artisti di successo sono stati i suoi clienti fin dal 1971, quando il negozio era 300 metri più in là in corso fratelli Cervi, prima di essere spostato al civico 52 nel 1981. Un negozio che Tony ha creato dal niente portandolo a diventare un punto di riferimento per l’intera comunità.

Un lavoro di commercio e artigianato, impregnato di odore di collante, di gomma e di cuoio, che Tony ha amato talmente tanto da riuscire a tramandare questa passione ai due figli Laura e Maurizio che in negozio ci sono nati e che oggi che Tony non c’è più, continuano a gestirlo insieme alla mamma Iride, autentica colonna portante dell’attività.

Tony il calzolaio è stato molto amato da tutti: dietro alla facciata da burbero che teneva con le persone più care, aveva dentro una grande ironia e la battuta sempre pronta, tanto che con la maggior parte dei clienti aveva instaurato un rapporto di amicizia che andava oltre a quello prettamente commerciale. Anche perché fare il calzolaio ha un valore importante. Ed è una grande soddisfazione per chi lo fa poter ridare vita a scarpe che sono diventate parte della persona che le indossa, a cui si tiene talmente tanto da portarle a riparare anziché cestinarle per acquistarne di nuove.

È proprio questo spirito che continua a muovere le intenzioni e le azioni della famiglia Di Giuli: quello spirito che ha portato Maurizio a custodire in vetrina i vecchi macchinari da lavoro di Tony: forme, modelli e forbici che hanno fatto la storia dell’attività e allo stesso tempo frequentare corsi di formazione per apprendere le nuove metodologie di lavoro e rimanere al passo con i tempi. Tradizione, passione per il lavoro, famiglia e amicizia: Tony Calzature di viale Diaz a Riccione è stato tutto questo fin dal primo giorno di apertura e continua ad esserlo, con i piedi saldi nelle proprie radici ma, come si confà alla città di Riccione, sempre con un occhio attento alle nuove mode.

Telefono: +39 0541 386676

Ferramenta Neri

Evidenza Bottega Storica Romagna Ferramenta Neri

Ferramenta Neri

È una storia che attraversa quattro generazioni quella della Ferramenta Neri di via Emilia a Riccione. Una storia di famiglia che si intreccia con quella della città fin dal 1957. Erano gli anni della ricostruzione, gli anni del grande fermento imprenditoriale e del boom edilizio quando Guido Rosa e la moglie Maria Berardi ebbero l’intuizione di iniziare questa avventura commerciale. Lo fecero dapprima in una piccola bottega in via Verdi, dove abitavano in attesa che fosse costruito lo stabile di via Emilia dove la Ferramenta Neri ha attualmente sede. Un’intuizione di Maria, per l’esattezza, che lasciò il suo lavoro di cuoca all’Hotel Excelsior di Riccione; lo stesso fece Guido, che è stato uno dei primi venditori di frutta candita sulla spiaggia di Riccione.

Una sfida giocata e vinta dalla famiglia Rosa, che deciso di chiamare l’attività con il soprannome di famiglia: Ferramenta Neri. “Siamo Rosa, ma anche Neri: ci definiamo una famiglia colorata”. Nadia sorride mentre racconta questo aneddoto legato alla tradizione riccionese che usava dare il soprannome ad ogni famiglia. Nadia è la nipote di Guido e Maria e la figlia di Gianni (Cesare, ma solo all’anagrafe), che insieme alla moglie Marisa ha ereditato dai genitori la passione per questa attività. Gianni e Marisa portano avanti ancora il negozio lavorando ogni giorno dietro al bancone. “I miei genitori sono l’anima della ferramenta” racconta Nadia. “E guai a dirgli di stare a casa. Qui c’è la loro vita, ci sono le amicizie e questo fa superare anche le fatiche. Il rapporto che si è creato negli anni con i nostri clienti è diventata amicizia, confidenza: tra amici si danno consigli, si scambiano parole ed emozioni, non solamente oggetti. In questo modo l’attività è proseguita per tanto tempo e prosegue ancora, nonostante i difficili anni trascorsi, ma sempre con grande soddisfazione”.

Questo è lo spirito della Ferramenta Neri, insignita del riconoscimento di Bottega Storica del Comune di Riccione. Una attività che oltre a Nadia e, per diversi anni anche il fratello Fabio, ora impegnato in una sua attività, vede anche il giovane Federico dividersi tra i compiti d’ufficio e il bancone.

La Ferramenta Neri di via Emilia a Riccione continua ad essere così: un negozio, ma anche un punto di riferimento per tutta la città di Riccione per il grande assortimento rivolto sia alle aziende che ai privati, ma soprattutto consigli, sorrisi e un’empatia che parte da lontano.

Telefono: +39 0541 644380

Cartoleria Adua

Evidenza botteghe storiche Romagna Cartoleria Adua

Cartoleria Adua

Sono tante le storie che si intrecciano nella lunga vita della cartoleria Adua di Riccione. Sono le storie della famiglia Berardi, che la gestisce da tre generazioni e sono le storie di tantissimi riccionesi, per i quali il negozio di via Adua 2 è da oltre cinquant’anni un punto di riferimento per gli acquisti di prodotti di qualità per la scuola, la casa e l’ufficio.

Tutto nasce nel 1966 “per obbligo e non per scelta”, come racconta Roberto. “Io ero piccolo e mia mamma Adua era preoccupatissima per la mia salute perché, a causa di una caduta all’età di sette mesi, rimasi in coma per alcuni giorni. Gli accertamenti non avevano fatto riscontrare conseguenze, ma la mamma ansiosa e preoccupata, continuava a chiedere al pediatra ulteriori visite, finché un giorno il dottore prese da parte mio padre e gli diede un consiglio, ovvero quello di aprire un’attività con cui occupare il suo tempo e distrarla dai continui pensieri”.

Detto e fatto. Rinaldo e Adua decisero di aprire le porte della Loro cartoleria e dietro al banco di lavoro Adua si mise al servizio della comunità di Riccione. Il marito Rinaldo nei primi anni continuò ad occuparsi della sua professione di rappresentante di pasta e, guarda caso, di articoli di cancelleria. Di lì a poco la cartoleria Adua divenne una vera e propria attività di famiglia, con Rinaldo ad affiancare la moglie Adua nella gestione del negozio di famiglia e poi, nel 1997, passando il testimone della gestione ai figli Roberto e Anna Rita che avevano coltivato la stessa passione per quella attività e che hanno poi a loro volta coinvolto i loro figli. Un’attività che persino ora che il mondo del commercio è profondamente mutato continua negli stessi locali, con lo stesso grande impegno con cui Roberto ha saputo appassionare il figlio Enea, e con la volontà costante di proporre alla clientela prodotti di qualità e grande assortimento sulla scorta di quello che è stato imparato da Adua e Rinaldo.

Alla cartoleria Adua convivono storie di famiglia, storie di generazioni di studenti, professionisti e semplici cittadini riccionesi e anche alcune coincidenze che sembrano incredibili, come quella che riguarda il nome della via in cui la cartoleria è da sempre ubicata. La cartoleria Adua (che porta il nome della signora Pozzi) è sita a Riccione in via Adua (strada dedicata alla città etiope): un autentico scherzo del destino al momento della creazione del nuovo stradario cittadino, ha dunque voluto unire in un connubio indissolubile l’attività commerciale con la via in cui è sita. Dal 1966 in via Adua a Riccione c’è la cartoleria Adua e ora è diventata ufficialmente Bottega Storica del Comune di Riccione. Ai pochi che non la conoscono, non rimane che andare a scoprire com’è!

Telefono: +39 0541 600269

Righetti strumenti musicali

Evidenza RIGHETTI bottega storica

Righetti

Righetti strumenti musicali è una vera e propria istituzione e un punto di riferimento del settore per tutto il territorio. È stato aperto nel lontano 1965 da Piero Masini insieme al socio Arduino Righetti, che ha proseguito da solo dopo qualche anno, mentre Masini proseguì nel suo lavoro di fonico. Erano gli anni del boom economico e Riccione, come tutta la Riviera riminese, era fulcro del divertimento e della musica nazionale con locali che hanno fatto la storia, dal Savioli all’Embassy, al Paradiso per citarne alcuni. Mina, Morandi, Gaber, Carmen Villani erano di casa da Righetti, che nel 1967 organizzò anche un grande festival musicale con tre serate indimenticabili al Teatro Turismo.

Da Righetti è sempre stato un paradiso per i musicisti, da quelli famosi agli amatori, ma soprattutto per tutti i ragazzi di Riccione che nel negozio, trasferito nel 1970 nell’attuale sede di viale Castrocaro, ha fornito strumenti e accessori per approcciare alla musica a tante generazioni di riccionesi.

Da Righetti strumenti musicali può fregiarsi di avere fatto da service per il Festival di Sanremo, per quello di Castrocaro e di avere fornito l’impianto a Jimi Hendrix in occasione del suo concerto a Bologna nel 1967, così come di aver servito tutto il necessario per il concerto del grande clarinettista Benny Goodman al Grand Hotel. Tantissimi i cantanti e musicisti famosi di casa da Righetti, da Lucio Dalla ai New Trolls, da De Piscopo a Bollani: un legame talmente forte che ancora in qualche occasione si possono trovare qui a portare i saluti.

Quando è chiuso Righetti? Mai! Arduino, che ora è affiancato nel suo lavoro dal figlio Alessandro, conferma che: “Il nostro non è solo un negozio, è un servizio, un punto di riferimento per tutto il territorio e resistiamo nonostante le difficoltà che hanno colpito duramente il settore musicale in questi anni”. Righetti nei suoi 57 anni di attività non è mai stato chiuso per ferie: corsi di musica, orchestre e cantanti non possono rimanere senza strumenti e senza servizi. Arduino, nonostante sia in pensione, lavora ancora con piacere nella sua Bottega ed è il primo ad aprire la porta e l’ultimo a chiuderla. Anche se nasce ragioniere e non musicista, come racconta lui stesso, ha imparato tutto sul mestiere con grande impegno e soddisfazione e fare due chiacchiere con lui arricchisce di conoscenze musicali e passione. Per mettere in fila le sue esperienze, dieci anni fa ha dato alle stampe “Io tra di voi”, una sorta di enciclopedia dei suonatori e dei musicisti del nostro territorio con cui è costantemente rimasto in contatto.

Telefono: + 39 0541 646000